Skip to main content

Seguici sui social

Facebook

Il Battistero: fonte di rinascita

Il battistero

2:41

Il battistero

0:00
2:41

Trascrizione audio

La prima scena che ci troviamo davanti è il Battesimo di Cristo. Un momento nel quale san Giovanni Battista, accompagnato da due angeli, è in piedi nel gesto di porre la mano sul capo di Gesù. La lettura dei bassorilievi va fatta procedendo verso destra, in senso antiorario.

La seconda lastra mostra l’Annunciazione: l’Arcangelo Gabriele giunge al cospetto di Maria, rappresentata, secondo l’iconografia bizantina, come una giovane seduta su un cuscino mentre tesse con un fuso la tela del Tempio di Gerusalemme. Nel terzo lato dell’ottagono sono uniti l’episodio della Visitazione con la Natività: a sinistra troviamo Maria ed Elisabetta, madre di san Giovanni Battista, che si accarezzano il grembo, alludendo al miracolo della loro maternità. Più a destra abbiamo invece un racconto che si sviluppa su più piani. In alto Gesù bambino in fasce, deposto tra il bue e l’asino. Sotto, Maria, sdraiata, riposa dalle fatiche del parto, mentre Giuseppe riflette in disparte sul mistero della nascita. Proseguendo, sempre in senso antiorario, troviamo l’Annuncio ai pastori. Un gregge di pecore, impilate l’una sull’altra a compensare la mancanza di prospettiva della raffigurazione, guarda un fiasco di vino e un sacchetto di farina appesi a un albero, simboli che rimandano all’Eucarestia. Continuando l’osservazione dei riquadri e spostandoci verso destra, è proposta l’Adorazione dei Magi con i tre Re al cospetto della Vergine Maria con Gesù. Qui notiamo un dettaglio: il corpo dei portatori di doni si rivolge verso Gesù, ma i piedi sono orientati nella direzione opposta, a sottolineare una sorta di collegamento con altri avvenimenti raccontati nelle scene successive. Erode, seduto su un podio rialzato, chiama a sé i propri soldati e ordina loro di andare a cercare il bambino Gesù. I soldati rispondono con la Strage degli Innocenti, rappresentata nella lastra successiva, ricca di dettagli cruenti. A completamento del perimetro dell’ottagono, l’ultima scena è dedicata alla Fuga in Egitto. A sinistra, Giuseppe vede in sogno un angelo che lo esorta a portare la propria famiglia nella terra dei faraoni, mentre a destra, come in una sequenza narrativa, Maria siede in groppa a un asinello, reggendo una fiaschetta d’acqua che rimanda al fonte battesimale, mentre Giuseppe porta Gesù sulle spalle. Alla base di uno degli archetti pensili, in un capitello, notiamo infine un curioso dettaglio: un gatto che stringe in bocca un topo, metafora medievale che alludeva allo scampato pericolo.